mercoledì 10 dicembre 2014

L'eleganza in un ricciolo

di Alice e Cesare Montalbetti

Prendo spunto per iniziare questo pezzo da una poesia di mio padre… dice a grandi linee così: se i padri amano i loro figli e i figli dei figli amano i loro figli chi amerà i padri?... prendetela con le pinze perché non recita esattamente così, ma il senso lo si capisce lo stesso!

Duro lavoro quello dei padri… loro non hanno nove mesi per abituarsi alla nostra presenza, non hanno il cordone ombelicale attaccato al nostro e non sentono le spinte che ci fanno uscire alla luce del sole.

Vengono spesso messi da parte!

Dall'inizio alla fine… assumono a volte un ruolo secondario!

Io il mio l'ho conosciuto fin dai miei primi passi, passi che mi portavano sempre davanti a quell'obbiettivo!

"Alice spostati, spostati da li!" Non ero egocentrica semplicemente volevo guardarlo con amore, scrutare quegli enormi occhioni neri, e quei suoi occhi erano quell'obbiettivo! Erano celati dietro quella macchina fotografica, e quello era l'unico modo per poterli osservare, starci davanti.

Io il mio ho imparato ad accettarlo, dentro quella camera, scura, illuminata solo da una lucetta rossa… con le mani dentro quelle vasche e l'odore acre degli acidi mentre andava su e giù, a destra e a sinistra finché non appariva un'immagine, l'immagine!

Quella cercata per ore, ore di sonno perso!

Quella che avrebbe reso la musica non solo qualcosa da ascoltare ma anche e soprattutto da osservare!

Lo ricordo dentro quella stanza… che costruiva per me la casetta dei puffi che babbo natale mi avrebbe portato a giorni! Lo ricordo quando scendeva le scale prima di me la mattina di natale per accendere le candeline e illuminare il percorso verso l'albero!

Lo ricordo quando per una settimana intera si preparava all'allestimento del presepe, perché doveva essere perfetto, l'angelo doveva essere illuminato ad arte! Ricordo quando cantava, con quella voce profonda e quando prendeva mia mamma tra le braccia e nonostante la sua stazza la faceva ballare con tanta eleganza e grande senso del ritmo!

Se voi non avete mai accarezzato i suoi capelli poi non potete avere idea di cosa sia l'eleganza di un ricciolo!

Ora non so se questo sia amore, ditemelo voi!

È il primo uomo che incontri nella tua vita, se sei donna, e l'unico che mai ti deluderà davvero!

Il primo grazie a cui impari l'arte dello scontro, impari la gelosia amorevole, impari che il tempo è prezioso… quindi se ti dice alle 23 a casa… primo alle 23.10 viene a cercarti..secondo non contrattare perché è inutile, corri fuori perché se stai lì a discutere con lui perdi i pochi minuti che hai per andare a divertirti!

E poi, ultima cosa… mai dimenticarsi dei loro compleanni, onomastici o feste varie… il paragone con mamma è inevitabile. Quindi piuttosto dimenticatevi ogni tanto della festa della mamma e andate a sussurrare all'orecchio di papà: visto, lo sapevo che lo dimenticavo e ora come posso rimediare? Consigli?

Sarebbe pure capace di rispondervi, nonostante la "pizza" fatta l'anno prima per esserti dimenticata il suo onomastico: capita, vedrai che mamma capirà!


Al Papà!

Che sia alto
oppure basso,
che sia magro oppure grasso,
che sia brutto oppure bello,
molto arguto o picchiatello
non importa e sai perché?
Per me è grande come un RE!
Lui è stato, è e sarà
ora e sempre il mio Papà.

Link originale: http://www.unaqualunque.it/a/3109/l%27oblo-di-alice-montalbetti.aspx

mercoledì 5 novembre 2014

il contadino

Quali sono i meriti? Come può essere che dopo anni di onesto lavoro non si possano raccogliere i frutti? Un buon contadino ogni stagione dopo che ha curato con amore e devozione la sua terra potrà con soddisfazione usufrure dei risultati, ma non sempre perchè potrebbe essere quello un anno di siccità o un anno in cui il gelo ha sconquassato le radici, oppure le pioggie e la grandine hanno divorato la sua fatica e allora? Non è sufficiente la buona volontà e neppure il sudore della fronte a farti ottenere il giusto. Non stò parlando di fortuna o il suo contrario, sto parlando degli eventi imponderabili, stò parlando del destino. Eppure quello stesso contadino che dopo che la terra si è ingoiata una intera piantagione, riparte con lo stesso spirito convinto che la sua è la scelta giusta. E’ ottimismo? No non credo penso invece che sia ostinazione, caparbietà, e l’incredibile è che le piante le ricollocherà nello stesso punto, come se l’esperienza non gli appartenesse. Non mi sono mai piaciute le storie che finisco male, lo sò è così ingenuo da essere patetico, ma non c’è niente da fare il mio cuore rimane quello di un bambino che non può credere che non ci sia nessuno in grado di aiutare coloro che cadono, di scoprire che quelle piante faranno un frutto straordinario anche quando rimarranno sotto metri di acqua.

sabato 25 ottobre 2014

Non so nulla

Gli anni passano e diventiamo sempre più fragili, insicuri, l’esperienza non ci insegna nulla. Siamo sempre più ignoranti non comprendendo nulla del mondo. Sgomenti di fronte al presente lo siamo ancora di più davanti al futuro. E non è il passato che ti arrichisce con il suo merito, non conta nulla, puoi essere stato una brava persona un lavoratore corretto un buon uomo ma ciò che interessa è quello che sei ora, cosa rappresenti in questo istante. Non ho mai creduto alla giustizia ne all’ingustizia ma alla comprensione alla pietà umana. Chi può dire che una cosa è giusta ed un’altra è ingiusta? Chi può ergersi a giustiziere in questa dimensione di disperazione generale? Io ancora una volta a dimostrazione della mia profonda ignoranza della vita, non lo so. Non so se il comportamento etico sia la strada  che ci rende migliori, o se non sia una possibilità offerta a coloro che se lo possono permettere, o a coloro che spaventati dal giudizio non scelgono e si rifugiano nel perbenismo nel buonismo nel moralmente corretto. Il dolore è un compagno insostenibile, un compagno che nessuno vuole avere a fianco e che nessuno dovrebbe essere nella possibilità di generare, eppure siamo tutti noi che in un circolo senza fine alimentiamo senza rendercene conto, per una malsana sete di giustizia.

venerdì 24 ottobre 2014

Maxophone - Il fischio del vapore


Quando ancora andavo a scuola, avevo un compagno, con una grande passione per la musica, suonava e componeva canzoni alle quali però non riusciva a mettere delle parole, delle frasi che avessero un senso. Mi convinse a provarci, pensava che nonostante le mie innumerevoli insufficienze in italiano, avessi del talento letterario. Scrissi testi tra i più strampalati, e ce n’era uno in cui mi chiedevo cosa sarebbe successo se un giorno fosse scomparso il mare. Ripensando a quello scritto immaginai di vedere una grande nave che s’era persa tra le vie di una città. Agevolato dalla passione per il modellismo in pochi giorni montai la nave che avevo acquistato in un negozio di giocattoli, la fotografai e nonostante fosse una giornata uggiosa senza un briciolo di luce, feci degli scatti in via Bergamo accanto lo studio. Vanda ritagliò con cura la sagoma del modellino e la inserì tra i palazzi. 
Una curiosità: Sergio, così si chiama il mio compagno di scuola, è diventato davvero un cantautore, anche se con poca fortuna, io invece l’esame della Siae per diventare paroliere lo superai, ma non avendo mai pagata la quota d’iscrizione non fui mai iscritto.

domenica 19 ottobre 2014

silenzio

Per quella che è la mia piccola esperienza questo è forse il momento più difficile dal dopoguerra ad oggi. Difficile parlare,difficile stare in silenzio, difficile esprimere qualsiasi opinione, può risultare agli occhi di molti inutile ed offensivo. Nel rispetto di tutti allora occorre almeno, non creare scandalo, con comportamenti che ci mostrano migliori o diversi, con atteggiamenti che possono indignare coloro che non hanno più neppure il fiato per parlare. D’altra parte non si può piangere o non fare nulla. Non credo che improvvisamente si possa diventare generosi o altruisti, ci si può migliorare, corregere i propri egoismi, imparare per essere pronti a dare e dividere con altri, sentirsi parte di un’unica entità, affinchè mai più gli uomini restino soli.

La lama




(Terra - Ascolto) La lama

domenica 12 ottobre 2014

Ritratti - Umberto Tozzi


Come vedete le foto sono parte del sevizio che ho fatto per la sua copertina di cui sinceramente non ricordo il titolo. La stampa somma delle due immagini è stato ottenuta in camera oscura montando una immagine sull’altra, il fondo è il medesimo ma con trattamenti espositivi diversi, mentre i ritratti sono due che giunsero alla scelta finale. 





mercoledì 1 ottobre 2014

Pino Masi - Alla ricerca della madre mediterranea


La riproduzione che Pino Masi mi portò da usare per la sua copertina mi lasciò interdetto, non riuscivo a capire di che cosa si trattasse. Cose strane in Cramps ne capitavano, musiche strampalate, testi incomprensibili, suoni indecifrabili, proposte artistiche bizzarre, ma quella cosa non riuscivo a capire che cosa fosse. Certo una cartina ma che cosa rappresentasse non lo vedevo, fino a quando Pino prese l’immagine e la capovolse, dopo poco riconobbi qualcosa di familiare e per quanto il disegno fosse primitivo, si distingueva uno stivale che calciava un triangolo, era il Mediterraneo. Prima non riuscivo a distinguere il profilo perché era sotto sopra, era la visione del mondo da un altro punto di vista. D’altra parte chi l’ha detto che il nord è sopra ed il sud sotto? Una convenzione.



mercoledì 24 settembre 2014

Ritratti - Lino Cannavacciuolo


Ho sempre amato Napoli e i napoletani, le immagini più interessanti le ho fatte all'interno di quel mondo. Cannavacciuolo è stato un incontro incredibile, sentirlo suonare era come rivedere Paganini. Di grande simpatia e dal grande cuore ho passato con lui delle giornate magnifiche. 
Qui siamo allʼinterno dei quartieri Spagnoli a Napoli.

giovedì 18 settembre 2014

domenica 14 settembre 2014

Ritratti - Formula 3


La Formula 3 l’ho sempre considerata di gran lunga la più forte delle band da un punto di vista tecnico musicale, Alberto Radius ancora oggi trovo sia uno straordinario chitarrista.
La prima foto l’ho fatta in studio quando lavoravo con Rocco Mancino, non conoscevo ancora Vanda.



Queste due sono state fatte nello studio che avevo in viale Montenero. Le successive invece vennero fatte in occasione del secondo album da solista in casa di Alberto








mercoledì 10 settembre 2014

domenica 7 settembre 2014

Formula 3 - La folle corsa


Dovevo completare il servizio e anche se le foto che mi occorrevano le avevo già, andai ad un loro concerto. Fare le foto dal vivo non mi è mai piaciuto come non è mai piaciuto andare ai concerti. Al locale mi trovai un muro di gente, stavano tutti in fila, superato lo sbarramento entrai ma era impossibile avvicinarsi al palco l’affollamento era tale che non riuscivo a tirar fuori la macchina fotografica dalla borsa, non feci neppure uno scatto, però il loro concerto fu straordinario.
Dopo aver fatto rottamare il camioncino 850, giravamo con la macchina della sorella di Vanda, ma c’era sempre la complicazione che dovevamo andarla a prendere e riportarla lontano da casa nostra. Alberto Radius allora si offrì di aiutarci, un suo amico aveva un salone di auto di seconda mano sulla strada che da piazzale Corvetto andava a San Donato. Sapendo della nostra poca scaltrezza ci accompagnò al deposito. Ce n’erano di ogni tipo e di ogni cilindrata, ma fummo affascinati da una vecchia Appia della Lancia grigio chiara. Aveva una forma tondeggiante, le porte si aprivano contro vento davanti e dietro come fosse un portone di casa, costava duecento mila lire che noi non avevamo. Senza problemi Alberto pagò per conto nostro dicendo che avremmo trovato il modo. Per l’assicurazione c’era un giovanotto soprannominato il Califfo per via dell’aspetto, anni prima era stato l’autista della Formula 3 nella tournè con Battisti ed era con il tempo diventato l’amico di tutti alla Numero Uno e da Arlati. Per chi non lo sapesse Arlati era un ritrovo, un ristorante in fondo a viale Zara dove si poteva suonare, cantare. Sul piccolo palco che stava nella tavernetta del ristorante, ci si poteva vedere da Radius a Fossati da Lavezzi a Pappalardo da Ricki Maiocchi a Franco Mussida, il meglio della musica, incrociare le voci e gli strumenti. Ritornando al Califfo ogni volta che avevi bisogno di un aiuto di qualsiasi genere lui arrivava. Aveva messo su una specie di agenzia a cui tutti si rivolgevano, così a rate pagammo l’assicurazione. Passarono gli anni ma noi continuavamo a vivere al limite, cercai di ricambiare con delle foto, anche se Alberto non mi ha mai chiesto nulla, ma mi sentivo in imbarazzo tanto che il giorno che gli ricordai che gli dovevo dei soldi disse che non rammentava e comunque le mie immagini lo stavano ripagando abbondantemente. 
Siamo sempre stati ricchi di amici.

mercoledì 3 settembre 2014

lunedì 1 settembre 2014

Enzo Avitabile - Avitabile


Ho sempre amato Napoli e i napoletani non per ragioni folcloristiche, ma per ragioni contenutistiche. Napoli è la musica, la creatività fine a sé stessa, non lo so perché e in fondo non mi interessa, quello che posso dire é che rispetto alle altre città è quella che più di tutte ha vissuto le contaminazioni culturali. Una prova tangibile di quello che stiamo dicendo è Pino Daniele, la lingua che usa è un misto di dialetto napoletano con un inglese strampalato, è James Senese, un jazzman scuro napoletano verace. Tutto questo deriva dalla continua presenza sul territorio di altre etnie, che hanno portato a mischiare la propria cultura musicale con quella partenopea. 
Volevo mettere in risalto il confronto tra due mondi, la serietà professionale con la leggerezza della vita, é come se la copertina parlasse e dicesse : “Ma non te la tirare, é tutto un gioco”. La musica vive anche nelle pause, nei momenti in cui ti arrendi alla stupidità del nulla.


lunedì 18 agosto 2014

Alberomotore - Il grande gioco


Vanda aveva fatto un quadro il cui tema erano le maschere, maschere che nascondevano mutando la vera natura dell’uomo. Ispirandosi a quel soggetto, costruì un teatrino per burattini, ma l’inquietudine dei personaggi riprodotti, mise una grande paura alla nostra piccola Alice, per cui dopo poco fummo costretti a distruggerlo. Non è mai circolato tanto denaro nel mondo delle copertine, per cui le spese erano problemi nostri. Così avveniva che ogni volta che dovevamo usare degli attori o delle comparse eravamo costretti a rivolgerci ad amici o parenti che volontariamente si prestavano. All’inizio il progetto prevedeva una copertina sagomata seguendo la forma del teatrino con il sipario che aprendosi avrebbe mostrato parte del viso di un uomo che stava sbirciando. Chiedemmo allora a mio suocero di posare tenendo tra le mani la struttura di cartonato. Feci due scatti, uno con il sipario chiuso e l’altro con lo sguardo che sbucava dall’apertura, del cavalier Luigi, padre di mia moglie. La famiglia Spinello aveva una trattoria in Via Gaudenzio Ferrari “La Trattoria Adriatica”. Il cavaliere stava al bar e alla cassa, mentre la madre Gemma in cucina e tre delle figlie compresa Vanda servivano ai tavoli, la più piccola Monica invece andava ancora a scuola. La sala alla mezza in punto si riempiva di lavoratori che con meno di settecento, mille lire mangiava primo secondo vino frutta e caffè, al massimo all’una tutto era finito. La sera invece succedeva spesso che noi tutti ci si ritrovasse per cenare, quando dico tutti intendo dire la Numero Uno, da Battisti e consorte alla Maionchi, da Radius a Franco Mussida, da Lauzi con la moglie Giovanna diventata assieme alla Maionchi tra le più care amiche di Vanda, a Oscar Prudente, da Ivano Fossati a Gianna Nannini e quelli tra noi che per ragioni di difficoltà non avevano da pagare. Pazienza, il grande cuore di mamma Gemma sopperiva con un sorriso ed un “Quando diventerai famoso mi offrirai tu una cena”. La trattoria era situata al centro di quella che Milano chiamava Casbah, zona di contrabbandieri e altro, succedeva quindi che tra gli avventori ci fossero anche persone non certo con certificato penale pulito, ma la cosa non disturbava nessuno perché quel posto era terra di confine, ogni cosa si lasciava fuori dalla porta, fama, allori e miserie.

Alla fine il progetto subì un drastico ridimensionamento e fu semplicemente usata la foto del teatrino con la porticina semiaperta dalla quale si intravedeva lo sguardo di mio suocero.

domenica 10 agosto 2014

Canzoniere del Lazio - Morra


L’anno dopo si ripresentarono per fare la nuova copertina. Alla trattoria Adriatica circolavano sempre dei personaggi strani alcuni inquietanti altri divertenti e altri ancora spaesati. Ogni tanto nella trattoria un cameriere non più giovane serviva ai tavoli con grande eleganza, si chiamava Carlino e vedere tutta quella cura in un’osteria frequentata per la maggior parte da muratori, travestiti e contrabbandieri, non era cosa comune. Carlino era stato negli anni cinquanta titolare di una delle più importanti gioiellerie sotto la Galleria Vittorio Emanuele, s’era giocato tutto e di più alla roulette, il suo comportamento aveva costretto la direzione di tutti i Casinò conosciuti, Cannes, Sanremo, Campione, Venezia, a vietargli l’accesso, era saltato su un tavolo da gioco e aveva preso a calci le fiches. Per sbarcare il lunario si faceva intestare le auto e i camion che i contrabbandieri usavano, anche senza avere la patente, così quando lo prendevano al giudice dichiarava che non avendo la patente non ne sapeva nulla dicendosi innocente, alla fine si faceva tre mesi e poi era fuori. In questi suoi entrare e uscire dal carcere aveva conosciuto Alfredo, uomo dalla straordinario eleganza di vita, contrabbandiere più per noia che per bisogno. Alfredo aveva due passioni il gioco e una delle sorelle Spinello, così quando Carlino non aveva dove andare e non aveva da che mantenersi l’Alfredo, diventato suo grande amico e finanziatore, lo portava dalla mamma Gemma che se lo teneva. Certo il richiamo del tavolo da gioco era forte, così poteva capitare che i due assieme a De Sica e Tony Del Monaco facessero quella che allora si chiamava zingarata, un giro senza sosta dei quattro Casinò e solo grazie l’autorevolezza del grande regista che al Carlino era concesso di entrare. Oltre a lui c’era un vecchio che invece lavorava come lavapiatti curvo e al completo servizio di mamma Gemma, aveva un’età indefinibile e due mani enormi, Antonio questo era il suo nome era di una mitezza incredibile, stava in una casa lì vicino. Un giorno che non stava bene lo accompagnai e vidi dove viveva, un’unica stanza con una finestra e il bagno sul pianerottolo in comune con altri. La miseria e la solitudine erano così presenti da farti uscire la rabbia, la rabbia per coloro che parlano della nostalgia dei tempi passati, parlano della semplicità, stando al caldo e riparati dalle difficoltà da una vita dura e poco romantica, così decisi che avrei in qualche modo mostrato quel mondo fotografandola e usandola per la copertina del Canzoniere a prescindere dal contenuto del disco, perchè quello facevo, usavo la musica per parlare, per mostrare, per provocare.

venerdì 8 agosto 2014

Ritratti - Luciano Noel Winderling e Centenaro


Pochi conoscono questo duo Luciano Noel Winderling e Centenaro, ma sono stati importantissimi sia per me che in parte per Fabrizio De Andrè. Di Genova fecero conoscere la musica madrigale a Fabrizio. Erano magici il loro fu un Lp prodotto da Claudio Fabi straordinario che ascoltavo ripetutamente, cosa rarissima per me. Vanda fece la sua prima copertina, una rilettura di un quadro di Bosch. Ricordo che quando vennero in studio Vanda ed io cʼeravamo sposati pochi giorni prima, la nostra camera stava su un soppalco che si apriva sullo studio tramite una finestra. Ci mandarono su in camera e con noi due affacciati, suonarono un madrigale struggente.



giovedì 7 agosto 2014

Un Mare di Sogni


Da domani sera si potranno vedere proiettate sul muro della chiesa di Mazzolla splendida frazione del comune di Volterra, una serie di mie video poesie. La cosa proseguirà tutte le sere per almeno un mese. Nell'occasione ringrazio il gruppo dei "Cani sciolti" e i miei carissimi amici che ad ogni mia follia rispondono senza batter ciglio Alfredo Mancini e Sebastiano Tronchetti.

sabato 2 agosto 2014

Donatella Rettore - (album)


La prima a sinistra è mia madre, a fianco a lei con una chitarra in mano è Roberto Manfredi oggi produttore televisivo, poi c’è il responsabile dell’ufficio stampa della Produttori Associati ed alla fine il macellaio a cui si rivolgevano i miei suoceri per la fornitura di carne per la loro trattoria. 
Ogni volta che Donatella arrivava, le piaceva prendere tra le braccia Alice e pastrugnarsela, ma mia figlia non la sopportava, la rendeva irascibile, ci fu perfino un tentativo di copertina in cui la Rettore la teneva tra le braccia, ma il viso di Alice era incredibilmente adombrato. 
Quando tempo dopo Donatella fu invitata al festival di Sanremo, ricevetti la chiamata da Casetta per il quale lei registrava, Tony mi chiese il favore di raggiungerla al festival a portarle la camicetta, la stessa della copertina, stava facendo il diavolo a quattro per averla e indossarla durante l’esibizione. Risposi che non facevo un viaggio così, per soddisfare un capriccio. Casetta però era in un momento difficile, la sua casa discografica era in difficoltà e aveva bisogno che le cose funzionassero, dopo varie insistenze accettai. Mi prenotarono un treno, un albergo e tutti i connessi e con la camicetta in valigia arrivai al festival. La consegnai ma non mi fermai per assistere alla serata, mi infilai invece in una sala cinematografica dove proiettavano “Tora Tora” me lo ricordo ancora perché per la musica era stato usato per la prima volta il surround che mi sfondò le orecchie, alla fine andai a mangiare in un luogo dove ero certo che non avrei incontrato ne artisti ne case discografiche. La mattina successiva tornai a Milano. Quando giunsi a casa chiesi a Vanda se aveva visto la Rettore con la camicetta, mi disse che invece portava un vestito diverso e che della camicetta non c’era traccia, che dire?!

mercoledì 30 luglio 2014

Scegliere

Ritratti - Drupi


Drupi aveva una barca sul Ticino e così decisi di fare alcune foto sulla sua barca sembrava un vero indiano. Debbo dire che la foto lo ritengo una delle meglio riuscite, mi piaceva molto il cerchio d'acqua che si formava accanto al remo. L'unica cosa di cui mi dispiace è che cʼò il suo cane dentro la barca ma raggomitolato come è non si vede, sembra un mucchio di stracci.


Questo è uno degli scatti del primo servizio fotografico che gli feci eravamo nei dintorni di Milano sul viale Zara verso Monza. Lì ancora c'erano solo campi incolti e ruderi.

sabato 26 luglio 2014

Ascolto l'eco

Ritratti - Sergio Endrigo


Di lui ho un ricordo molto fumoso. Era un grande amico di Nanni Ricordi con il quale assieme a Gianfranco Manfredi e a Riki Gianco, avevo fatto società “L’ultima Spiaggia” era un vero signore taciturno e garbato ma molto preciso professionale, se non ricordo male Nanni gli aveva prodotto un Lp di cui feci la copertina,. Era l’immagine di un uomo legato di spalle per questa foto chiesi ad un mio amico d’infanzia Maurizio Zacchetti di posare. Mentre la foto in bianco e nero credo che fosse all’intero o nel retro non ricordo. Dopo anni debbo dire che questo ritratto mi piace ancora molto.


mercoledì 23 luglio 2014

lunedì 21 luglio 2014

Ritratti - Eugenio Finardi



Alcune foto fatte in occasione della copertina di "Non gettate alcun oggetto dai finestrini".



sabato 19 luglio 2014

il mago

Maxophone (album)


Il progetto della copertina doveva essere basato sulla interpretazione grafica del loro nome. Avevo fatto delle foto usando un grandangolo esasperando l’altoparlante di un subwoofer, in sovrapposizione Vanda avrebbe posizionata la scritta facendone un logo, mentre nella parte interna avrei messo delle foto. Andammo sul Ticino con i componenti del gruppo, era una giornata fredda ma limpida, vidi avvicinarsi alla riva una barca, una di quelle in ferro dal fondo piatto, chiesi al barcaiolo se ce la affittava. Ne uscì un’immagine molto suggestiva, sembrava di vedere Caronte che trasportava le anime oltre lo Stige, la trovai stupenda così da ribaltare completamente il progetto. Vanda intervenì colorando il cielo e i riflessi sull’acqua. La sostanza del progetto non mutò, la copertina si presentava con una grande scritta inserita nel cielo, solo aprendola vedevi l’immagine nella sua interezza. 
Il gruppo era prodotto da Sandro Colombini per la Produttori Associati, con la stessa casa discografica stavamo lavorando per la registrazione di un disco dal vivo del festival di Re Nudo, Sandro che conoscevo da anni, mi chiese di inserire i Maxophone nel festival, ne parlai con Valcarenghi e Manfredi, ma la situazione era molto delicata, nessuno aveva niente in contrario anzi, il problema era che già noi stessi eravamo sotto sorveglianza perché stavamo collaborando con una industria legata ad un mondo in viso al pubblico di Re Nudo, se per di più promuovevamo un loro prodotto, li avremmo avuti addosso, poi c’era il giudizio implacabile di una platea capace di contestare la PFM perché non era abbastanza di sinistra, i Maxophone sarebbero potuti salire sul palco ma come sarebbero scesi?. Quindi risposi che non si poteva fare. Sandro non mi volle più salutare, accettai questa sua scelta perché penso che fosse difficile comprendere. 
Quell’anno noi stessi fummo contestati, non si voleva capire che organizzare un festival dove l’entrata era gratuita aveva un costo, per cui non avendo sponsor o finanziamenti dovevamo rifarci aumentando il prezzo dei prodotti che venivano venduti, inoltre quelle manifestazioni servivano a finanziare i buchi del giornale perché per quanto le vendite fossero sostenute, non si riusciva a sopravvivere.

giovedì 17 luglio 2014

Ritratti - Ivan e Lucio


Feci questo scatto causalmente mentre stavano lavorando a "La batteria, il contrabbasso, eccetera" nella sala di registrazione del Mulino, il luogo dove per anni ci si radunava per scambiarci opinioni, lavorare e vivere insieme, una specie di comunità. Lucio aveva una grande stima per Ivan, e la cosa era reciproca. Era stato uno scatto fatto tra amici “prima fotografo te poi tu fotografi me”, quello era lo spirito che aleggiava tra noi. Il negativo era rimasto tra gli altri mai stampato, poi quando venne a mancare Ivan Graziani guardai in archivio, volendo donare un po’ di foto alla moglie di Ivan e ritrovai questa immagine. 

mercoledì 16 luglio 2014

lunedì 14 luglio 2014

Ritratti - Fabrizio De Andrè


Questa era la vera immagine di Fabrizio, gioviale sorridente generoso con gli altri e quella che era in quel momento la sua vera famiglia, Tony Mims, Massimo Bubola e Dori Ghezzi.
Eravamo andati a farci una gita fuori Roma. Spesso le mie foto non sono preparate precedentemente ma nascono così durante una passeggiata come poteva avvenire tra un gruppo di amici.





La notte



(Terra - Ascolto) La notte

venerdì 11 luglio 2014

Sangiuliano - Take off


Era un musicista fuori dagli schemi, personaggio amatissimo da Melis direttore storico della RCA, anticipando la new age faceva una musica difficile per quei tempi. L’immagine che costruimmo per lui raccontava a pieno la personalità dell’artista, imprevedibile e non inquadrabile. Per promuovere il suo disco producemmo un centinaio di scatole in legno che contenevano oltre al disco una foto ed un testo.
Ogni martedì scendevo alla RCA a Roma, prendevo il vagone letto la sera di lunedì per ritornare il giorno stesso a Milano. Questi incontri servivano a studiare le strategie da usare per i nuovi dischi, erano riunioni dove si parlava di tutto, fu così che mi si chiese di mettere su un evento, uno spettacolo, con Fossati, Anna Oxa e Sangiuliano. Era difficile mettere mondi diversi insieme, non sempre il risultato è la somma spesso anzi sovrapponendosi si soffocano, poi montare una macchina teatrale che non sia il solito recital presupponeva una maturità che ancora non c’era. Mi sarebbe piaciuto rompere gli schemi, affrontare questa sfida che già anni prima con la performance per il lancio dell’etichetta “Ultima spiaggia” avevo sostenuto con Manfredi e Amadori, ma era troppo presto e ancora oggi è presto, non tanto da parte del pubblico assetato di nuove proposte, ma da parte degli artisti, troppo presi dal proprio ego, non disposti ad essere solo parte della macchina teatrale e non tutta la macchina teatrale. Questo argomento credo con il tempo metterà in seria difficoltà i musicisti nella progettazione per esempio di un dvd che non sia solo la solita registrazione del loro concerto, ma che veda la creazione di un prodotto più maturo, frutto di un lavoro dove la musica è parte, ma non tutto dove le immagini siano parte, ma non tutto, dove la possibilità data all’utente di intervenire sia fondamentale.

martedì 8 luglio 2014

Ritratti - Premiata Forneria Marconi


Scattai queste foto nel 1971 durante una breve tournè dei "Quelli" da breve trasformati nella "Premiata Forneria Marconi" nelle zone limitrofe a Rimini. Questi scatti divennero cinque manifesti ognuno 100 x 140 che venivano attaccati insieme a formare un grandissimo cartellone, una cosa unica per quei tempi.